“UNA VITA DA DIECI”

di Maurizio Pericoli e Mariella Fioretti

Al Teatro Giunti Odeon nel centro di Firenze, Giancarlo Antognoni ha presentato la sua autobiografia, Una vita da dieci. La mia storia tra la Viola e l’Azzurro, scritta con il supporto di Luca Calamai.

Durante l’evento, l’ex capitano e simbolo della Fiorentina ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della sua vita e della sua carriera.

Il suo stile di vita

«Ho avuto la fortuna di avere una bella vita. Il 10 è stato il mio numero di maglia, ma anche la mia vita quotidiana è sempre stata da dieci. A parte il periodo dell’adolescenza, quando tutto era diverso. Da quando sono arrivato a Firenze a 18 anni è iniziata la mia vita normale, fatta di amici e famiglia, che racconto in questo libro».

Il suo percorso

«Sono orgoglioso della carriera che ho costruito con le mie forze. Vengo da una casa di campagna e questo racconta molto di come mi sono formato. Oggi ricevo tanti attestati di simpatia e affetto. Sono sempre rimasto a Firenze da calciatore e credo che i fiorentini mi giudichino anche per la fedeltà che ho dimostrato in tutti questi anni».

Il rapporto con la Nazionale

«Sono state due fasi della mia vita che mi hanno permesso di crescere e migliorare, anche dal punto di vista familiare. Mi sono sposato molto giovane, a 23 anni, e poi sono arrivati due figli. Il titolo del libro, secondo me, è molto appropriato. Come mi diceva Furio Valcareggi, quando mi alzo la mattina è sempre da dieci. Ho l’affetto di tutta una città, ma non solo: anche fuori Firenze. Evidentemente ho seminato qualcosa che oggi mi permette di vivere questa situazione».

Sul Centenario

«Difficilmente cambio idea. Ho sempre fatto delle scelte e sono rimasto fedele alle mie convinzioni, sia nella vita privata sia nella carriera, anche quando ho commesso degli errori, perché nessuno è infallibile. In questo caso la decisione è già stata presa. Ho percepito l’affetto dei tifosi, che giustamente mi vorrebbero al Centenario, ma è difficile che possa accadere. Una porta aperta? Devo essere a posto con la mia coscienza».

Sulla carenza dei numeri 10

«Non si sono estinti, è cambiato il modo di giocare a calcio. Oggi il calcio è più fisico e i fantasisti soffrono maggiormente. Spesso gli allenatori preferiscono la quantità alla qualità. Lo abbiamo visto anche ai Mondiali: sempre più squadre puntano sulla forza atletica. Questo è un segnale che il giocatore tecnico sta gradualmente scomparendo».

Sulle favorite per il Mondiale

«Lo dicevo già dall’inizio: la Francia resta la principale favorita. Poi metto Spagna, Argentina e Brasile».

Su Liberali

«È un giocatore tecnico, un vero numero 10. Ha fatto molto bene a Catanzaro e Aquilani lo ha valorizzato. Giocatori con queste caratteristiche possono fare bene ovunque».

Su Koleosho

«È un giocatore interessante. Fa parte dell’Under 21 e questo significa che ha qualità importanti».

Sarà un appuntamento dedicato ai ricordi, alle emozioni e alla storia viola quello in programma oggi, lunedì 29 giugno, alle ore 18.30 negli spazi della libreria Giunti Odeon di Piazza Strozzi, a Firenze. Protagonista dell’incontro sarà Giancarlo Antognoni, che presenterà il suo nuovo libro “Una vita da dieci: la mia storia tra la Viola e l’Azzurro”, autobiografia scritta insieme a Luca Calamai e pubblicata da Piemme. Un racconto che ripercorre la carriera e la vita dell’indimenticato numero 10, tra le esperienze con la Fiorentina e la Nazionale italiana.

 

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